Le fabuleux destin de Matias

- i never wanted something rational -

A Matias piace...

Tori Amos - J.T. Leroy - i camici da laboratorio - il pianoforte - i ragazzi con gli occhiali - sciarpe e guanti - lo shopping compulsivo - Chuck Palahniuk - ridere fino alle lacrime - Magnolia - le Converse - Audrey Hepburne - Uma Thurman - le spilline

A Matias non piace...

svegliarsi presto - essere al verde - la birra - digiunare - la mancanza di ispirazione - Duellanti - la bella calligrafia - trenitalia - i telefoni occupati e i cellulari spenti

i feel...

 
martedì, 28 marzo 2006
Adieu (stavolta sul serio)

- due mesi fa -

tra poco scenderò dal mio solito treno, e nelle orecchie ho già da un po' fisso un repeat. sono stanco, una stanchezza nascosta da qualche parte dentro di me. è quasi trascorso un mese di 2006, sfogando molta rabbia repressa e liberandomi di tante cose. un animo leggero e deciso, ferite rimarginate e/o dimenticate, propositi per una svolta ancora meno vulnerabile. sì, ne vado parecchio fiero. ma quella voce sintetizzata fa fatica a uscirmi di testa, e tortura vecchi sentimenti. insiste che non sono più sicuro di cosa sto cercando. certo, quando mai lo sono stato. ora è sempre più difficile consolarmi. chi sto provando ad essere al posto di me stesso? e ritorno da capo. provando a fottermene di tutte le regole. la mia armatura però scricchiola per qualche istante, allentandosi. non c'è sigaretta che mi blocchi la dipendenza da questi pensieri distorti. e sto quasi correndo per tornare a casa, tirando su un po' troppo forte col naso, ignorando ostinatamente quel groppone che mi cresce in gola. vorrei fermare qualcuno per strada, qualsiasi persona sia qui per caso, e chiedergli di darmi quel dolore a cui sono abituato. controllati. riesci a resistere, e lo sai, l'hai fatto. ammetti, colpisci, e abbandona. la tua anima lacerata ed animale. ma è questa tortura che ti sta stuprando di nuovo, brucia rosso sangue e scava tra le costole. non ho bisogno di credere ai sogni, e otterrò qualcosa che possa sembrare vero. raggiungo il portone. in casa ci sono le fotografie. e il letto. e quell'anello. l'ho tolto da poco e vorrei rimetterlo subito. e crollo. per un attimo. ma il colpo mi ha centrato in pieno, l'acciaio è forato e le mie mani tremano ancora. qualcosa non se ne è andato, per quanto forte abbia provato a ignorarlo, è qui. e non mi lascerà dormire. i miei amici si innamorano, love is in the air, sorrido per loro e intanto mi accendo una sigaretta dietro l'altra. forse dovrei riprovare. posso avere l'ennesima occasione. ci sarà qualcuno a cui interessi. potrei semplicemente farlo per me stesso. mi farebbe bene. un ultimo repeat. chiudo gli occhi. respiro. pago il mio prezzo per il paradiso. e rieccomi.

- un mese fa -

poi una notte. e non voglio chiudere gli occhi. e canto. ricordi. c'è qualcosa che volevo dirti - così divertente che ti ammazzerai dalle risate - ma poi mi guardo attorno - e mi ricordo che sono solo - solo - ancora una volta. immagino come sarebbe se mi trovassi (ancora una volta) di fronte al tuo portone. disperazione, e i miei pensieri, ed io, con quello che resta del mio cuore, tuo, ancora una volta.
"come back to bologna, and i'll be good"
e poi, pensa a quello che preferisci. ma, solamente, lasciami baciarti. lasciami baciarti. "would you let me cry on your shoulder? - i've heard that you'll try anything twice". per cui, ancora una volta, lasciami baciarti. lasciami baciarti.
ero un ragazzino così buono, così carino. ormai ho dimenticato chi abbia iniziato tutto questo. forse è solo la mia fantasia. ma non c'è posto dove stia bene. e non riesco ad abbandonarmi alle cose che trovo. se sapessero le cose a cui tengo, a cui mi sono aggrappato. se trovassi ancora motivi per impegnarmi contro l'entropia. terminata la lista dei peccati capitali, l'accidia mi possiede.
ira gola lussuria invidia avarizia superbia. dentro me. trentacinque. dentro me.
zitto, bastardo. sta zitto, bastardo. stai lì, col tuo camice e pensi di sapere qualcosa di me. non sai proprio un cazzo. zitto, bastardo.
capitemi. alla fine dei conti non pretendo altro. capitemi.

- due settimane fa -

in viale indipendenza c'è un rosa per terra. la calpesto.

e cazzo, se solo

- oggi -

se solo. senza neanche un punto, in verità. avevo fissato lo schermo per mezz'ora, spento l'ennesima sigaretta, salvato il solito .txt e deciso che sarebbe finita senza neanche un vero addio. come se poi fosse fregato a qualcuno di quello non proprio vero. vabbè. pietrasopra. chiudamola e non pensiamoci più.
ho appena scelto gli .mp3 più tristi che ho a disposizione. cuffie nelle orecchie. mix casuale. riacceso il messenger dopo quanto tempo. tanto non c'è nessuno di interessante al momento che possa parlarmi. scelgo due sassi pesanti. li metto in tasca. entro nel fiume.
credo che i fiori li comprerò io. domani.
così, nessuno risponde al telefono, credo sia per me, di nuovo, credo sia chiaro, questo piccolo masochista sta per confessare. qualche volta ti ho respirato. yes, i'm gay, yes, i'm blue too.
paceamorecazzoduro. stupratore. e presto, la morte, e il cuore sul cuore. queste le cose in cui credo.
la verità è che mi sono accorto che posso fare a meno di chiunque, al momento. la cosa che mi ha stupito è che non me ne dispiace nemmeno un po'.
"sei molto più forte di quanto tu stesso pensi" è una frase vera. grazie al cazzo. una delle poche che mi è stata detta.
camicia bianca. cravatta nera. all stars. winston blu. matita nera intorno agli occhi. alcool, tanto.
microfono, please.
questo è per Tori, e PJ, e Amanda, e Diamanda, e Fiona, e Pat, e Giuni. e per me. e tutti i fottuti là fuori. quindi, aggrappatevi l'uno all'altro. dovrete aggrapparvi stanotte. e tenere duro. e i perdenti. e gli sfigati. lift your hands up. lift your hands up. so, lift up your hands.
*titoli di coda*
ecco, madame et monsieur, è il funerale anche di questa pagina.
e se mentre leggi pensi "è stato piacevole, finchè è durato", beh, no, NON è stato piacevole.
e se ora pensi "magari gli scrivo", beh, no, ne faccio volentieri a meno, grazie.

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sabato, 10 dicembre 2005
tempo di decisioni

winston blu, e nero d'avola, a volontà. domani è un altro giorno. un giorno meraviglioso (ep. 1.23 "One wonderful day"). come se non l'avessi già visto. e no, non per tutte le storie c'è un lieto fine. le mie piccole disperazioni quotidiane. una rosa perfetta. una rosa che non appassirà, non sfiorirà mai, su di me.

non so quando, e se, mi rimetterò a scrivere qui. ma in fondo, il meglio deve ancora venire.

per ora, addio.

a chiunque, bene o male, si è impicciato di questi pochi fatterelli e molti vaneggiamenti.

a chi ci ha provato gusto.

a chi mi ha perso e non sa perchè.

a D. che forse non sa che penso ancora spesso a lui.

a chi è tra queste parole.

se volete, scrivetemi -qui-. prima o poi rispondo.

addio, per ora.

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venerdì, 14 ottobre 2005
rivelazioni

supponiamo che io ne abbia abbastanza, per ora, delle frasi. tutte le parole che mi servono le ho già sopra di me. tutto ciò che ho mai voluto, tutto ciò di cui ho mai avuto bisogno, è qui, sul mio basso ventre. Mia Wallace vorrebbe solo qualcuno con cui chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace. restare ammutoliti, vagamente distratti da se stessi. la mia scappatoia migliore. questo sono io, Kiddo, all'apice del mio masochismo. sia chiaro, so benissimo che sono grandissime cazzate messe a copertura delle mie paure di espormi. ho un fianco sguarnito e vigliacco timore a mostrarlo. sono codardo e non mi vergogno di apparirlo. volete sul serio capirmi? accomodatevi. le uscite di sicurezza sono situate alla vostre spalle. potreste congelare il mio cuore e farlo a fettine e trarre un auspicio, un senso, dalle sue venature. a me stesso non importa poi tanto al momento. they say i'm mental but i'm just confused / they say i'm mental but i've been abused / they say i'm mental 'cause i'm not amused by it all / not at all / not at all. fingiamo che io non abbia veri desideri. magari solamente restare tranquillo in disparte a osservare per un po' scivolare questa vita fluida come un ottimo drink. magari riposare in un posto che mi dia tranquillità senza per forza avere una ragione da trovare o un enigma da risolvere. in my glass coffin i am waiting. per un attimo, lo confesso, per una briciola di secondo, io ho creduto di poter essere d'aiuto a qualcuno, nel mio splendido autoritratto da salvatore nella mia scintillante armatura. ma Dorian, caro mio, ti sei confuso sul soggetto. qui non sei tu l'eroe. sei più lontano di tutti, e qui non è facile. eppure non ho mai preteso di essere perfetto. è l'unica imbarazzata e bugiarda scusa che posso addurre. non siate troppo esigenti. è l'unica velenosa e disperata accusa di cui mi posso fare scudo. ti guarderò negli occhi, forse non confesserò, messo alle strette ammetterò e sinceramente chiederò: forgive me any pain i may have brought to you. una qualche mattina di pioggia ci laverà via il nostro dolore. e quindi arriverà il sole. it is what it is, io necessito solo di... tempo. e prendo una pausa da questo scrivere, che ultimamente mi è diventato difficile, troppe cose da buttare giù senza sapere più come, e in che modo fissarle. finisco a rimaneggiare vecchi scarti dei miei .txt che è inutile provare a sistemare, bocconi abbastanza stantii, e ho imparato l'importante lezione di quanto possa essere pericoloso chewing all day long. ha già corroso parecchi tendini e neuroni digitare dal nulla il di cui sopra. e ci ho ficcato così tante citazioni che pare un quiz. mi assento, per un momento, e penso ad altro. bring your chains, your lips of tragedy, and fall into my arms. come una vacanza da questo pomposo auto da fè. come pulirsi via la tempera dalle mani. come appallottolare e nascondere il resoconto dettagliato delle mie azioni. come voltare lo sguardo dallo specchio che mi mostra quel piccolo difetto che faccio fatica a nascondere. e rubo profetiche parole che, forse per averle ascoltate troppo, sono risultate poi le più adatte a questi giorni, meglio di un oroscopo.

monday - humiliation
tuesday - suffocation
wednesday - condescension
thursday - is pathetic
by friday life has killed me.
by friday life has killed me.

e aggiungo una ultima tinta morbosa travestendola da azione divulgativa. una piccola invocazione ad una necromantica dea della scrittura per ritrovare le mie ispirazioni. poniamo il caso che uno stregone torni dall'oltretomba per reclamare il suo amuleto più prezioso, rubato. che pretenda come risarcimento la vostra vita. che vi doni però un premio per la vostra presunzione. che con questo sia capace di rispondere a tutte le domande che vi siete mai posti, di colmare tutti i vuoti che avete mai sentito. uno stregone ragazzo con un sorriso perfetto come una lama di luna crescente. questa, nelle mie parole, è la conclusione di "his mouth will taste of wormwood":

Il ragazzo non è tornato da me, benchè io abbia lasciato la finestra aperta ogni notte. Sono tornato al club, dove sono rimasto a sorseggiare vodka e guardare la folla. Ho visto molte bellezze, molte strane facce rovinate, ma non quella che cercavo. Penso di sapere dove lo troverò. Forse lui mi desidera ancora - io devo saperlo. [...]
Morire: lo shock finale di dolore o nulla che è il prezzo che paghiamo per ogni cosa. Può non essere il brivido più dolce, l'unica salvezza che possiamo ottenere... l'unico vero momento di conoscenza di sè? Le pozze scure dei suoi occhi si apriranno, ferme e profonde abbastanza per annegarcisi. Lui tenderà le sue braccia verso di me, invitandomi a giacere con lui nel suo letto ricco di vermi.
Con il primo bacio la sua bocca avrà il sapore dell'assenzio. Dopo di quello saprà solo di me - del mio sangue, della mia vita, che sgorga fuori dal mio corpo e dentro il suo. Io proverò le sensazioni che ha provato Louis: il raggrinzirsi dei miei tessuti, il prosciugarsi di tutti i miei fluidi vitali. Non mi importa. I tesori e i piaceri della tomba? Sono le sue mani, le sue labbra, la sua lingua.

Poppy Z. Brite

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lunedì, 26 settembre 2005
Je rame - di Henri Michaux

io ho maledetto la tua fronte il tuo ventre la tua vita
io ho maledetto le strade attraverso cui i tuoi passi arrancano
le cose che le tue mani afferrano
io ho maledetto l'interno dei tuoi sogni.

io ho inserito una pozzanghera nel tuo occhio che non può più vedere
un insetto nel tuo orecchio che non può più udire
una spugna nel tuo cervello che non può più capire.

io ti ho congelato nell'anima del tuo corpo
io ti ho ghiacciato nelle profondità della tua vita
l'aria che respiri ti soffoca
l'aria che respiri è l'aria di una cantina
è un'aria che è già stata respirata
è stata esalata dalle iene.

la sporcizia di questa aria è qualcosa che nessuno può respirare.

la tua pelle è tutta umida
la tua pelle suda l'acqua della grande paura
le tue ascelle hanno il puzzo del fondo di una cripta.

gli animali si fermano impietriti al tuo passaggio
i cani, la notte, ululano, le loro teste levate verso la tua casa
tu non puoi fuggire
non trovi nemmeno la forza di una formica  nella punta del piede
la tua fatica crea un ceppo di piombo nel tuo corpo
la tua fatica è una lunga carovana
la tua fatica si allunga fino alla regione di Nan
la tua fatica è inesprimibile.

la tua bocca ti morde
le tue unghie ti graffiano
non è più tua, tua moglie
non è più tuo, tuo fratello
la pianta del suo piede morsa da un serpente furioso.

qualcuno ha sbavato sulla tua progenie
qualcuno ha sbavato sulla risata della tua figlioletta
qualcuno ha camminato sbavando sulla facciata della tua dimora.

il mondo si scosta da te.

io sto remando.
io sto remando.
io sto remando contro la tua vita.
io sto remando.
io mi moltiplico in innumerevoli rematori
per remare ancora più forte contro di te.

tu sprofondi nella confusione
tu sei senza fiato
tu sei stanco ancor prima del più piccolo sforzo.

io sto remando.
io sto remando.
io sto remando.

tu te ne vai, ubriaco, legato alla coda di un mulo
l'ubriacatura come un enorme ombrello che oscura il cielo.

e assembli le mosche
la vertiginosa ubriacatura dei canali semicircolari
principio mal nascosto di emiplegia
l'ubriacatura non ti abbandona più
ti fa crollare a sinistra
ti fa crollare a destra
ti fa crollare sul terreno pietroso del sentiero.
io sto remando.
io sto remando.
io sto remando contro i tuoi giorni.

tu entri nella casa della sofferenza.

io sto remando.
io sto remando.
su di una benda nera le tue azioni vengono scritte
sul grande occhio bianco di un cavallo guercio rotola il tuo futuro.

IO STO REMANDO.

ascolta / écoute

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venerdì, 23 settembre 2005
crying blood

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sabato, 17 settembre 2005
non dimenticherò il nome di Chihiro, ma Howl mi ha ghermito il cuore.

ci sono paesaggi incantevoli, terre sconfinate dove tra i monti spuntano nuvole e prati. c'è una strega, tra quelle lande, vendicativa come chiunque abbia perso il suo amore. c'è una ragazza, anzi una nonnina, anzi no. c'è un castello mosso dal fuoco. e uno spaventapasseri saltellante. e ancora persone e demoni. e una guerra. poi. un giovane mago dal sorriso malizioso. lui ti mostrerà come è semplice volare. basta camminare.

Howl Rapa
Calcifer


portami via, stregone senza cuore.

sì, mi sono innamorato di Howl. sexy bastardo con le crisi isteriche per un colore sbagliato di capelli.


...innamoratevi anche voi.

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sabato, 03 settembre 2005
aspettando una buona ragione

i corpi estranei di cui non voglio conoscere niente e accanto a cui mi sveglio senza riuscire a riprendere il sonno mancando quella stanchezza che annulla i pensieri e mi assalgono quei ricordi di cui nessuno sa perchè fanno paura quando non fanno ridere. i neuroni lavorano a tutto spiano. allora immergo la testa nel lavandino pieno di acqua gelida per rallentarli. galleggiano instabilità e sapori metallici. sussurri nelle orecchie. brividi per la spina dorsale. i sorrisi che avrei voluto uccidere d'amore. ripenso alle scatole dove sono chiusi. frammenti di me. altrove. sotto questa pioggia vorrei allungare un braccio dietro la mia schiena e trovarti lì e allora correremo e nessuna goccia cadrà su di noi.
mi hai dato affetto. forse.

come non potere più spiegare / ali che non servono a volare / sogni che non sogna mai nessuno / modi di pensare questa vita.
come non potere più aspettare / cose che ritardano a venire / lenti mutamenti di stagione / una qualche verità.

incollate alla mia pelle le frasi che le persone mi dicono mi spaventano perchè un giorno non sarò alla loro altezza e vorrei vorrei vorrei ma non riesco perchè quelle parole non sono me ma coprono le mie mancanze e mi descrivono come non ho mai chiesto di essere visto e allora è molto facile disattendere le altrui aspettative e ben presto più nessuna frase per me. voi non sapete niente. raccontatemi la mia vita, indovinate le mie idee, allora vi ascolterò e vi crederò. siamo tutti angeli con la faccia sporca, la scelta è tra fingere e illudersi. a voi la scelta.
potete darmi affetto. forse.

io non ho sentimenti. solo sensazioni.
io non ho sentimenti. solo sensazioni.
io non ho sentimenti. solo sensazioni.
io non ho sentimenti. solo sensazioni.
io non ho sentimenti. solo sensazioni.

era parecchio tempo fa. lei mi disse "tu per lui non sarai di passaggio, vero?" ed io guardai quel ragazzo che lei conosceva molto più di me. lo rividi abbracciarsi a me. le risposi che no, non lo sarei stato. invece lo fui, e lo fui in molte altre occasioni. perdonami. perdonatemi tutti.
e all'ultimo istante c'è qualcosa che sfugge sempre dalle mie dita, mentre provo ad afferrarlo. niente tra le mani, come quelle pepite d'oro che svaniscono in fumo.
non so decifrare. non ho mai saputo prendere la mira. capire le traiettorie. centrare i bersagli. e in ogni cosa che mi accade, sembra che l'estraneo sia sempre io. dimenticato. passato. lasciato. e tremo nel mio abbraccio. di notte specialmente mi manca chiunque.
chiunque.
mi darete affetto. forse.

datemi affetto. piano. potreste uccidermi. forse.

ma provateci lo stesso.

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venerdì, 26 agosto 2005
something's missing

bad boy
drunk by six
kissing some kind stranger's lips
smoked too many cigarettes today
i'm not happy when i act this way.

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martedì, 23 agosto 2005
my prayer

drunk me first.
use my body.
no more breaths.
only lips around me.
tie my arms.
behind my back.
kiss again.
and then bite.
shake my legs.
tightly close.
don't be kind.
taste my blood.
cut me up.
break my heart.
close your hands.
let me die.
now. with. you.

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lunedì, 15 agosto 2005
...e gli orizzonti perduti non ritornano mai.

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giovedì, 04 agosto 2005
feeling old by twenty-one

troppe sigarette e sonno insufficiente, muscoli stanchi e occhi arrossati. viaggi e treni a orari impossibili, luoghi in cui non ti sai orientare e stazioni sconosciute. risate, sorrisi, parole. scappare senza dirlo e prendere senza chiedere. qualche rimpianto, da sfogare contro un cuscino. ricordi e fantasie nella testa e nelle mani. promesse a cui non credi neanche mentre le fai. senza respiro, strappando il tempo. le cicatrici, il sangue. fare tutto, farsi tutto, farsi tutti. sentirsi meglio di chiunque, poi non avere il coraggio, poi pentirsi, poi da capo. non imparare mai niente. lasciarsi ogni cosa alle spalle, ma non dimenticarsi di nessuno. piangere di rabbia, piangere di felicità, piangere per qualsiasi motivo. amare i tuoi desideri, scopare i tuoi sogni. cantare a squarciagola, ballare per strada. non averne mai abbastanza. farsi del male e fare felice qualcuno. i baci, quelli mozzafiato e quelli ad occhi aperti. l'alcool freddo e i dolci caldi. gli abbracci, le crisi, i litigi, gli sbagli. le lingue che non conosci e i lineamenti che conoscerai molto bene. le paure stupide, le paure vere, di cui parli solo di notte, con chi ti fidi. sentirsi stupidi, farsi schifo. usare ed abusare. i silenzi bellissimi e quelli imbarazzanti. la luna, le stelle, la musica. la voglia di essere altrove e la voglia di restare. le albe, i tramonti, i giorni, le notti. i momenti passati in macchina, ad aspettare qualcosa. le paranoie, le follie. spingersi sempre oltre e dimenticarsi dei propri limiti. le cose rese diverse dal buio. la pioggia improvvisa. le situazioni surreali. le domande senza risposta. le debolezze peggiori. sentirsi storditi. tremare. le delusioni. provare sentimenti dentro che non riesci a contenere. urlare. gli amici. i dolori degli altri che bruciano più dei tuoi. le idee fisse. innamorarsi. e ancora. riprovare. restare senza parole. vivere ogni fottuto momento che ti è dato.

happy birthday to me.

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martedì, 02 agosto 2005
the sweetest perfection










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domenica, 31 luglio 2005
novocaine for the soul


life is hard
and so am i
you'd better give me something
so i don't die.

novocaine for the soul
before i sputter out.

life is white
and i am black
jesus and his lawyer
are coming back.
oh, my darling
will you be here
before i sputter out?

guess whose living here
with the great undead,
this paint-by-numbers life
is fucking with my head
once again...

life is good
and i feel great
'cause mother says i was
a great mistake!

novocaine for the soul
you'd better give me something
to fill the hole
before i sputter out.


ma domani pomeriggio avrò sul mio corpo tutti gli aghi che voglio!

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mercoledì, 27 luglio 2005
se ci è concesso sbagliare...

ho deciso

e sai, per te lo rifarei.

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lunedì, 25 luglio 2005
pluto

excuse me
but i just have to explode
explode this body
off me

il tremolio alle mani è piuttosto forte. faccio fatica a tenere ferma la sigaretta. mi lascio ipnotizzare dalla carta che brucia. dalle prevedibili casualità del fumo nell'aria. i globuli rossi nei capillari. gli elettroni nelle sinapsi. inevitabili. che noia. penso a porcellane che si rompono. frammenti che tagliano. molto sangue per la mia sete.

i'll be brand new
brand new tomorrow
a little bit tired
but brand new

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martedì, 19 luglio 2005
perchè non sarà facile abbattermi. e non nascondo il mio umore nero.

you just took it to the limit
and here i stand
with this sword in my hand...

take to the sky

you can say it one more time
what you don't like,
let me hear it one more time...

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sabato, 09 luglio 2005
i giorni

mentre ti stringo forte forte a me in questa nostra ultima notte. cerco con gli occhi nel buio la tua figura addormentata. trattengo il respiro, e ascolto i tuoi pensieri rimbalzare contro il cranio, provando a decifrarli. alcuni sono ricordi. altri preoccupazioni. altri ancora frasi mai dette. mi chiedo che cosa starai sognando in questo istante, e torno ad ascoltare. speranze. progetti. idee. illusioni. sentimenti. rimorsi. poi eccone uno che parla di me. due giorni fa, quando tornavamo a casa insieme. subito dopo, quello del tuo arrivo da me. e ce n'è uno sul treno di domani mattina, ma lo ignoro. poi una serie di immagini, di quello che ti piace di me. queste le guardo tutte, e sorrido, come ti piace. ti muovi nel sonno. ti accarezzo il petto, finchè torni calmo. sul tuo viso, nella penombra, credo di leggere un sorriso, o forse è insofferenza, o malinconia. il buio confonde. mi avvicino al tuo orecchio e ti sussurro tutto quello che ancora non ti ho detto, che non ti ho mai scritto. tu dormi e ti parlo di me, di te, di questi giorni sempre troppo brevi e rapidi. ti parlo di cose che non ho mai detto a nessuno. ti parlo di cose che ho sempre tenuto nascoste in fondo a me. tu dormi e forse ora sogni le mie parole. e io sono il sogno. io, in questi giorni. e ascolto il tuo sogno.

i primi momenti volano rapidi, dolcissimi, con i nostri imbarazzi che si scontrano. poi ecco Lei. e i miei maledetti sacrifici per vederla. quasi incredibile che tutto vada liscio.

e il mio cuore è stanco di stare in catene.

e salvare te. penso che mi piacerebbe poter renderti felice. nasconderti, quando non sai dove andare. darti le mie braccia da stringere, quando non sai cosa fare. quel brivido, in fondo al cuore. e poi la consapevolezza che non è quello che vuoi da me. questi giorni finiranno, e io non ho alcun potere su questo. vorrei rischiare lo stesso, ma questa volta, davvero, non è il caso. le mie mani tra le tue mentre andiamo altrove, e voglio scappare, da te, dal tuo respiro, dalla mia voglia di essere tuo. e la distanza, ecco che aumenta e si avvicina. poi arriva la paura, di finire per perdermi in te. questo ragazzo, è troppo per me. con la sensazione che non sarai mai mio come vorrei. che non potrò mai conoscerti. le esatte basi del tuo DNA, la carica di ogni neurone, tutto quello che hai visto, provato, pensato. ma cosa potrò fare io per te? lontano in ogni modo. mi mordo le labbra, stringo le tue dita. ingoio le lacrime, c'è tempo per loro, lontano da te. e poi la tua vita, in cui mi intrufolo. e capisco che non riesco ad andarmene. e i giorni, seguiti dalle notti, iniziano a scivolare tra ogni nostro bacio. quella musica, di continuo. il tuo respiro. le tue parole. tu sei così dolce con me. così. tu. ed io, il tuo piccolo. e ogni mia paura, adesso, è solo quel pensiero che mi fa venire voglia di stringerti più forte. annuso la tua pelle, il tuo odore dentro me.

rieccomi a quella notte. e tutto che finisce nel tuo abbraccio. i posti in cui non mi porterai mai. le mattine senza abbracciarti al risveglio. e il tuo corpo, oh, il tuo corpo. sempre più lontano. la mattina dopo la grande città si riprende dalla pioggia. camminiamo verso la stazione insieme.

come faceva freddo. com'era bello che lui fosse lì. lui mi guardava. come faceva freddo.

mi terrò ogni ricordo, come fotografie sparse su un tavolo. i pezzi di noi. di quei giorni in cui eravamo solo noi. e la felicità, quella pura sottile dolce sensazione, io l'ho assaporata. era al mio fianco in questi giorni. questi giorni che saranno nostri, per sempre, e mai. questi giorni in cui c'eravamo solo noi, per sempre, e mai. per sempre. e mai. i giorni.

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venerdì, 01 luglio 2005
altro tu.

mi riconoscerai dai miei capelli colorati, dallo sguardo che ti rivolgerò. mi riconoscerai dal mio sorriso.

prenderai la mia mano e mi seguirai.
ti chiederò di te, e mi parlerai di me.

saprò già la tua pelle a memoria, come se ne fossi stato lontano solo per poco tempo.
trentamila respiri da passare assieme. respira piano, non ci siamo ancora detti tutto. inganniamo il tempo, e le ore.

anzi. portami con te. tienimi con te.

e denti e mani e corpi e parole e dita e carezze e cuori e baci e sorrisi e sudore e abbracci e occhi e risate e inchiostri e storie e letti e onde e suoni. e ancora.
non. chiedo. altro.

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sabato, 25 giugno 2005
la lettera che non spedirò mai.

esco sul terrazzo della mia camera. il breve bagliore dell'accendino. mi appoggio alla ringhiera di ferro e guardo la strada. un gatto passeggia nella notte, e si ferma sentendosi i miei occhi addosso. si siede a restituirmi lo sguardo, e gli sussurro: miao. mi fissa per qualche istante e scompare in una siepe.
l'aria quasi immobile passa sulle mie gambe, mentre si sente solo qualche macchina che sfreccia lontano. nella stanza c'è il fantasma appeso di una camicia bianca con una cravatta nera, nella luce azzurrina del portatile appoggiato sul letto. in strada il lampione arancione, che ogni notte filtra dalla finestra, sul muro.
ho in testa le tue parole, che sai usare così bene. da qualche parte, lontano da qui, la vita, il genere umano, addormentato e non. da qualche parte, ci sei tu. mi accorgo che piango per la prima goccia che cade sul metallo. poi vado in pezzi. come un anno fa. sono quella sagoma scura in mutande nere scossa dai singhiozzi. sono quel corpo troppo fragile. sono ancora incompleto, sono ancora in quell'inferno. lentamente mi calmo.
bevo un sorso di acqua frizzante, guardo le stelle nel cielo. mi chiedo cosa ci avessero trovato gli uomini, in tutto questo tempo, nel contemplarle. sono lontane, irraggiungibili. e tremano.
poi, di colpo, mi ritrovo davanti l'Orsa Maggiore. e tutte quelle altre costellazioni, di cui una volta sapevo i nomi. vorrei fartele vedere, e raccontarti le storie. raccontarti i sogni, e gli incubi, che ho fatto in questa camera. e conoscere i tuoi. e mi ricordo qual è il fascino delle stelle. sono lontane, irraggiungibili. e tremano.
è tutto così statico. ho paura che non spunterà mai il sole. ma se il tempo si fosse fermato, potrei correre a cercarti. la notte dei desideri.
torno dentro, prendo un foglio, una penna, e comincio a scriverti.

alzo gli occhi arrossati da un foglio martoriato. le stelle non ci sono più, il cielo si schiarisce.

_Give me peace, love, and...that tear_@ 04:46_link_commenti (9)_

domenica, 19 giugno 2005
good day

bravissimi. bellissimi.
hanno fatto la cover di Karma Police. davanti ai miei occhi.
credo di non poter aggiungere altro.

_Give me peace, love, and...a bosendorfer_@ 03:26_link_commenti (7)_

giovedì, 16 giugno 2005
lamento della ninfa

ovviamente non poteva durare. e non posso credere che anche voi ci siate cascati. ingenui. ma non voglio rovinare la vostra felicità legata alla mia felicità. eccovi quindi due versioni, la utopistica e la reale. a voi la scelta.

VERSIONE 1: il comportamento di E. si è mantenuto perfettamente stabile, in linea con la nottata passata insieme.

VERSIONE 2: non mi va nemmeno di scriverla. e il primo che azzarda un "te lo sei meritato, non saresti dovuto fuggire nel pieno della notte" si becca una katanata sulla nuca.

se prima dell'inverno, che ora è così fottutamente lontano, mi ritrovo ad avere a che fare con i sentimenti, per piacere, mozzatemi gli arti e fatemi sbranare da un cane-lupo.

sono solo un ragazzo incasinato. svalvolato. non sono qui per salvare nessuno. cancellatemi.

ho ripescato una perla come nuova canzone della settimana. conoscendo il Satiro, dovrebbe andare in fregola per questo. le istruzioni per il canto sono mozzafiato. Claudio Monteverdi, Libro VIII dei Madrigali, numero 18, Lamento della ninfa.

Modo di rappresentare il presente canto. Le tre parti, che cantano fuori del pianto della Ninfa, si sono così separatamente poste, perché si cantano al tempo della mano; le altre tre parti che vanno commiserando in debole voce la Ninfa, si sono poste in partitura, accio seguitano il pianto di essa, qual va cantato a tempo dell'affetto del animo, e non a quello de la mano.

-Coro
Non aveva Febo ancora recato al mondo il dì,
ch'una donzella fuora del proprio albergo uscì,
sul pallidetto volto scorgea se il suo dolor,
spesso gli venia sciolto un gran sospir dal cor.
Sì, calpestando fiori, errava hor qua, hor là,
i suoi perduti amor così piangendo va...

-La Ninfa
Amor...
[dicea.]
Amor...
[il ciel mirando, il piè fermò.]
Amor, amor,
dov'è la fe'
ch'el traditor,
ch'el traditor giurò?
[miserella...]
Fa' che ritorni il mio
amor com'ei pur fu,
ah, tu m'ancidi, ch'io
non mi tormenti più.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può!]
Non vo' ch'ei più sospiri
se non lontan da me.
No, no, che i suoi martiri
più non dirammi, affé!
[ah, miserella... ah, più, no, no.]
Perché di lui mi struggo?
Tutt'orgoglioso sta...
che sì, che sì, s'il fuggo
ancor mi pregherà.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può!]
Se ciglio ha più sereno
colei che il mio non è,
già non rinchiude in seno
Amor sì bella fe'.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può]
Nè mai sì dolci baci
da quella bocca avrai
nè più soavi... ah, taci,
taci, che troppo il sai!
[miserella!]

-Coro
Sì, tra sdegnosi pianti,
spargea le voci al ciel.
così ne' cori amanti
mesce Amor fiamma e gel.

_Give me peace, love, and...that tear_@ 19:22_link_commenti (4)_

domenica, 12 giugno 2005
imprevisti & probabilità

due ragazzi e una bici per le strade di Bologna.
E.: "mi hanno mandato dei bellissimi remix di pezzi di Björk..."
Matias: "oh, wow!"
E.: "...e che ora ti farò sentire. sali!"
non nel senso di -sei svenuto, presto, i sali!- bensì come -vieni su con me in mia casa-. sono le tre di notte, c'è un treno da prendere domattina, la valigia da fare, i piatti da lavare, e il sonno da recuperare. a questo Matias non pensa nemmeno un secondo mentre segue E. su per i gradini.
Björk: "stand up. you've got to manage."
...ad un tratto io sento afferrarmi le mani, le mie gambe tremare, e poi... spegne adagio la luce, la sua bocca sul collo... e poi, e poi, e poi... e... poi...
sonnecchiano abbracciati.
poi a Matias monta l'ansia.
Björk: "and if you complain once more, you'll meet an army of me."
Matias: "ok. i won't complain. è tutto fantastico, ma..."
Björk: "you're alright, there's nothing wrong. self-sufficient please!"
Matias: "ma il treno! la valigia! per non dimenticare i piatti!"
si riveste, e vorrebbe davvero prolungare ad libitum il bacio di saluto.
fuori il cielo luminoso delle cinque di mattina è crudele. pensa di tornare indietro sui suoi passi, infilarsi di nuovo in quel letto.
Björk: "you're on your own now. we won't save you."
ad ogni modo, si sente ottimista e positivo.

ah, e gran fermento dal lato musicale. ho rivisto Petra e anche i The Magicake (sempre geniali), i Dresden Dolls vengono a Rimini, ho i biglietti per Tori a Modena, e la carissima in un live ha cantato Personal Jesus. è più di quanto io possa desiderare.

e questa è la mia nuova canzone della settimana... mi sento molto parte del Trio Lescano.

La gelosia non è più di moda

perchè sei triste, non dormi più?
perchè vuoi consumar la gioventù
per un amore vano che non fa per te?
sta allegro, caro, e dai ascolto a me.

la gelosia non è più di moda
è una follia che non s'usa più
devi aver il cuor contento
stile novecento, per goder la gioventù!

se tu sei triste bevi un whiskey and soda
così all'amore non ci pensi più
prendi il mondo allegramente
sempre sorridente e felice sarai tu.

all'amor tuo non chieder mai:
"dove vai, cosa fai..."
e se un tormento provi in te
devi sorridere perchè...

la gelosia non è più di moda
è una follia che non s'usa più
devi aver il cuor contento
stile novecento, per goder la gioventù!

dice un proverbio, e tu lo sai:
"se perdi un cuore, cento e più ne troverai"
non è difficile dimenticar
quando a vent'anni il cuore può cantar.

_Give me peace, love, and...precious things_@ 04:46_link_commenti (7)_

lunedì, 06 giugno 2005
si - si - si - si

si - si - si - si

_Give me peace, love, and...precious things_@ 14:36_link_commenti (2)_

domenica, 05 giugno 2005
la città del peccato.

questo personaggio mi inquieta molto.


questo personaggio mi attrae molto.


questo film mi piace molto.

_Give me peace, love, and...popcorn_@ 02:17_link_commenti (4)_

domenica, 29 maggio 2005
forza e coraggio.

se sopravvivo a questo malefico maggio non dubiterò più così facilmente delle mie forze.

però forse soccombo.

_Give me peace, love, and...a sorta fairytale_@ 17:52_link_commenti (11)_



Tyler Durden - Fight Club
 

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