Le fabuleux destin de Matias

- i never wanted something rational -

A Matias piace...

Tori Amos - J.T. Leroy - i camici da laboratorio - il pianoforte - i ragazzi con gli occhiali - sciarpe e guanti - lo shopping compulsivo - Chuck Palahniuk - ridere fino alle lacrime - Magnolia - le Converse - Audrey Hepburne - Uma Thurman - le spilline

A Matias non piace...

svegliarsi presto - essere al verde - la birra - digiunare - la mancanza di ispirazione - Duellanti - la bella calligrafia - trenitalia - i telefoni occupati e i cellulari spenti

i feel...

 
giovedì, 16 giugno 2005
lamento della ninfa

ovviamente non poteva durare. e non posso credere che anche voi ci siate cascati. ingenui. ma non voglio rovinare la vostra felicità legata alla mia felicità. eccovi quindi due versioni, la utopistica e la reale. a voi la scelta.

VERSIONE 1: il comportamento di E. si è mantenuto perfettamente stabile, in linea con la nottata passata insieme.

VERSIONE 2: non mi va nemmeno di scriverla. e il primo che azzarda un "te lo sei meritato, non saresti dovuto fuggire nel pieno della notte" si becca una katanata sulla nuca.

se prima dell'inverno, che ora è così fottutamente lontano, mi ritrovo ad avere a che fare con i sentimenti, per piacere, mozzatemi gli arti e fatemi sbranare da un cane-lupo.

sono solo un ragazzo incasinato. svalvolato. non sono qui per salvare nessuno. cancellatemi.

ho ripescato una perla come nuova canzone della settimana. conoscendo il Satiro, dovrebbe andare in fregola per questo. le istruzioni per il canto sono mozzafiato. Claudio Monteverdi, Libro VIII dei Madrigali, numero 18, Lamento della ninfa.

Modo di rappresentare il presente canto. Le tre parti, che cantano fuori del pianto della Ninfa, si sono così separatamente poste, perché si cantano al tempo della mano; le altre tre parti che vanno commiserando in debole voce la Ninfa, si sono poste in partitura, accio seguitano il pianto di essa, qual va cantato a tempo dell'affetto del animo, e non a quello de la mano.

-Coro
Non aveva Febo ancora recato al mondo il dì,
ch'una donzella fuora del proprio albergo uscì,
sul pallidetto volto scorgea se il suo dolor,
spesso gli venia sciolto un gran sospir dal cor.
Sì, calpestando fiori, errava hor qua, hor là,
i suoi perduti amor così piangendo va...

-La Ninfa
Amor...
[dicea.]
Amor...
[il ciel mirando, il piè fermò.]
Amor, amor,
dov'è la fe'
ch'el traditor,
ch'el traditor giurò?
[miserella...]
Fa' che ritorni il mio
amor com'ei pur fu,
ah, tu m'ancidi, ch'io
non mi tormenti più.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può!]
Non vo' ch'ei più sospiri
se non lontan da me.
No, no, che i suoi martiri
più non dirammi, affé!
[ah, miserella... ah, più, no, no.]
Perché di lui mi struggo?
Tutt'orgoglioso sta...
che sì, che sì, s'il fuggo
ancor mi pregherà.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può!]
Se ciglio ha più sereno
colei che il mio non è,
già non rinchiude in seno
Amor sì bella fe'.
[miserella, ah, più, no,
tanto gel soffrir non può]
Nè mai sì dolci baci
da quella bocca avrai
nè più soavi... ah, taci,
taci, che troppo il sai!
[miserella!]

-Coro
Sì, tra sdegnosi pianti,
spargea le voci al ciel.
così ne' cori amanti
mesce Amor fiamma e gel.

_Give me peace, love, and...that tear_@ 19:22_link_commenti (4)_



Tyler Durden - Fight Club
 

Archivio

oggi
marzo 2006
dicembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004

Counter

visitato *loading* volte




love me love me love me



Get Firefox!