Le fabuleux destin de Matias

- i never wanted something rational -

A Matias piace...

Tori Amos - J.T. Leroy - i camici da laboratorio - il pianoforte - i ragazzi con gli occhiali - sciarpe e guanti - lo shopping compulsivo - Chuck Palahniuk - ridere fino alle lacrime - Magnolia - le Converse - Audrey Hepburne - Uma Thurman - le spilline

A Matias non piace...

svegliarsi presto - essere al verde - la birra - digiunare - la mancanza di ispirazione - Duellanti - la bella calligrafia - trenitalia - i telefoni occupati e i cellulari spenti

i feel...

 
sabato, 25 giugno 2005
la lettera che non spedirò mai.

esco sul terrazzo della mia camera. il breve bagliore dell'accendino. mi appoggio alla ringhiera di ferro e guardo la strada. un gatto passeggia nella notte, e si ferma sentendosi i miei occhi addosso. si siede a restituirmi lo sguardo, e gli sussurro: miao. mi fissa per qualche istante e scompare in una siepe.
l'aria quasi immobile passa sulle mie gambe, mentre si sente solo qualche macchina che sfreccia lontano. nella stanza c'è il fantasma appeso di una camicia bianca con una cravatta nera, nella luce azzurrina del portatile appoggiato sul letto. in strada il lampione arancione, che ogni notte filtra dalla finestra, sul muro.
ho in testa le tue parole, che sai usare così bene. da qualche parte, lontano da qui, la vita, il genere umano, addormentato e non. da qualche parte, ci sei tu. mi accorgo che piango per la prima goccia che cade sul metallo. poi vado in pezzi. come un anno fa. sono quella sagoma scura in mutande nere scossa dai singhiozzi. sono quel corpo troppo fragile. sono ancora incompleto, sono ancora in quell'inferno. lentamente mi calmo.
bevo un sorso di acqua frizzante, guardo le stelle nel cielo. mi chiedo cosa ci avessero trovato gli uomini, in tutto questo tempo, nel contemplarle. sono lontane, irraggiungibili. e tremano.
poi, di colpo, mi ritrovo davanti l'Orsa Maggiore. e tutte quelle altre costellazioni, di cui una volta sapevo i nomi. vorrei fartele vedere, e raccontarti le storie. raccontarti i sogni, e gli incubi, che ho fatto in questa camera. e conoscere i tuoi. e mi ricordo qual è il fascino delle stelle. sono lontane, irraggiungibili. e tremano.
è tutto così statico. ho paura che non spunterà mai il sole. ma se il tempo si fosse fermato, potrei correre a cercarti. la notte dei desideri.
torno dentro, prendo un foglio, una penna, e comincio a scriverti.

alzo gli occhi arrossati da un foglio martoriato. le stelle non ci sono più, il cielo si schiarisce.

_Give me peace, love, and...that tear_@ 04:46_link_commenti (9)_



Tyler Durden - Fight Club
 

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