Le fabuleux destin de Matias

- i never wanted something rational -

A Matias piace...

Tori Amos - J.T. Leroy - i camici da laboratorio - il pianoforte - i ragazzi con gli occhiali - sciarpe e guanti - lo shopping compulsivo - Chuck Palahniuk - ridere fino alle lacrime - Magnolia - le Converse - Audrey Hepburne - Uma Thurman - le spilline

A Matias non piace...

svegliarsi presto - essere al verde - la birra - digiunare - la mancanza di ispirazione - Duellanti - la bella calligrafia - trenitalia - i telefoni occupati e i cellulari spenti

i feel...

 
sabato, 17 settembre 2005
non dimenticherò il nome di Chihiro, ma Howl mi ha ghermito il cuore.

ci sono paesaggi incantevoli, terre sconfinate dove tra i monti spuntano nuvole e prati. c'è una strega, tra quelle lande, vendicativa come chiunque abbia perso il suo amore. c'è una ragazza, anzi una nonnina, anzi no. c'è un castello mosso dal fuoco. e uno spaventapasseri saltellante. e ancora persone e demoni. e una guerra. poi. un giovane mago dal sorriso malizioso. lui ti mostrerà come è semplice volare. basta camminare.

Howl Rapa
Calcifer


portami via, stregone senza cuore.

sì, mi sono innamorato di Howl. sexy bastardo con le crisi isteriche per un colore sbagliato di capelli.


...innamoratevi anche voi.

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giovedì, 04 agosto 2005
feeling old by twenty-one

troppe sigarette e sonno insufficiente, muscoli stanchi e occhi arrossati. viaggi e treni a orari impossibili, luoghi in cui non ti sai orientare e stazioni sconosciute. risate, sorrisi, parole. scappare senza dirlo e prendere senza chiedere. qualche rimpianto, da sfogare contro un cuscino. ricordi e fantasie nella testa e nelle mani. promesse a cui non credi neanche mentre le fai. senza respiro, strappando il tempo. le cicatrici, il sangue. fare tutto, farsi tutto, farsi tutti. sentirsi meglio di chiunque, poi non avere il coraggio, poi pentirsi, poi da capo. non imparare mai niente. lasciarsi ogni cosa alle spalle, ma non dimenticarsi di nessuno. piangere di rabbia, piangere di felicità, piangere per qualsiasi motivo. amare i tuoi desideri, scopare i tuoi sogni. cantare a squarciagola, ballare per strada. non averne mai abbastanza. farsi del male e fare felice qualcuno. i baci, quelli mozzafiato e quelli ad occhi aperti. l'alcool freddo e i dolci caldi. gli abbracci, le crisi, i litigi, gli sbagli. le lingue che non conosci e i lineamenti che conoscerai molto bene. le paure stupide, le paure vere, di cui parli solo di notte, con chi ti fidi. sentirsi stupidi, farsi schifo. usare ed abusare. i silenzi bellissimi e quelli imbarazzanti. la luna, le stelle, la musica. la voglia di essere altrove e la voglia di restare. le albe, i tramonti, i giorni, le notti. i momenti passati in macchina, ad aspettare qualcosa. le paranoie, le follie. spingersi sempre oltre e dimenticarsi dei propri limiti. le cose rese diverse dal buio. la pioggia improvvisa. le situazioni surreali. le domande senza risposta. le debolezze peggiori. sentirsi storditi. tremare. le delusioni. provare sentimenti dentro che non riesci a contenere. urlare. gli amici. i dolori degli altri che bruciano più dei tuoi. le idee fisse. innamorarsi. e ancora. riprovare. restare senza parole. vivere ogni fottuto momento che ti è dato.

happy birthday to me.

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martedì, 02 agosto 2005
the sweetest perfection










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mercoledì, 27 luglio 2005
se ci è concesso sbagliare...

ho deciso

e sai, per te lo rifarei.

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sabato, 09 luglio 2005
i giorni

mentre ti stringo forte forte a me in questa nostra ultima notte. cerco con gli occhi nel buio la tua figura addormentata. trattengo il respiro, e ascolto i tuoi pensieri rimbalzare contro il cranio, provando a decifrarli. alcuni sono ricordi. altri preoccupazioni. altri ancora frasi mai dette. mi chiedo che cosa starai sognando in questo istante, e torno ad ascoltare. speranze. progetti. idee. illusioni. sentimenti. rimorsi. poi eccone uno che parla di me. due giorni fa, quando tornavamo a casa insieme. subito dopo, quello del tuo arrivo da me. e ce n'è uno sul treno di domani mattina, ma lo ignoro. poi una serie di immagini, di quello che ti piace di me. queste le guardo tutte, e sorrido, come ti piace. ti muovi nel sonno. ti accarezzo il petto, finchè torni calmo. sul tuo viso, nella penombra, credo di leggere un sorriso, o forse è insofferenza, o malinconia. il buio confonde. mi avvicino al tuo orecchio e ti sussurro tutto quello che ancora non ti ho detto, che non ti ho mai scritto. tu dormi e ti parlo di me, di te, di questi giorni sempre troppo brevi e rapidi. ti parlo di cose che non ho mai detto a nessuno. ti parlo di cose che ho sempre tenuto nascoste in fondo a me. tu dormi e forse ora sogni le mie parole. e io sono il sogno. io, in questi giorni. e ascolto il tuo sogno.

i primi momenti volano rapidi, dolcissimi, con i nostri imbarazzi che si scontrano. poi ecco Lei. e i miei maledetti sacrifici per vederla. quasi incredibile che tutto vada liscio.

e il mio cuore è stanco di stare in catene.

e salvare te. penso che mi piacerebbe poter renderti felice. nasconderti, quando non sai dove andare. darti le mie braccia da stringere, quando non sai cosa fare. quel brivido, in fondo al cuore. e poi la consapevolezza che non è quello che vuoi da me. questi giorni finiranno, e io non ho alcun potere su questo. vorrei rischiare lo stesso, ma questa volta, davvero, non è il caso. le mie mani tra le tue mentre andiamo altrove, e voglio scappare, da te, dal tuo respiro, dalla mia voglia di essere tuo. e la distanza, ecco che aumenta e si avvicina. poi arriva la paura, di finire per perdermi in te. questo ragazzo, è troppo per me. con la sensazione che non sarai mai mio come vorrei. che non potrò mai conoscerti. le esatte basi del tuo DNA, la carica di ogni neurone, tutto quello che hai visto, provato, pensato. ma cosa potrò fare io per te? lontano in ogni modo. mi mordo le labbra, stringo le tue dita. ingoio le lacrime, c'è tempo per loro, lontano da te. e poi la tua vita, in cui mi intrufolo. e capisco che non riesco ad andarmene. e i giorni, seguiti dalle notti, iniziano a scivolare tra ogni nostro bacio. quella musica, di continuo. il tuo respiro. le tue parole. tu sei così dolce con me. così. tu. ed io, il tuo piccolo. e ogni mia paura, adesso, è solo quel pensiero che mi fa venire voglia di stringerti più forte. annuso la tua pelle, il tuo odore dentro me.

rieccomi a quella notte. e tutto che finisce nel tuo abbraccio. i posti in cui non mi porterai mai. le mattine senza abbracciarti al risveglio. e il tuo corpo, oh, il tuo corpo. sempre più lontano. la mattina dopo la grande città si riprende dalla pioggia. camminiamo verso la stazione insieme.

come faceva freddo. com'era bello che lui fosse lì. lui mi guardava. come faceva freddo.

mi terrò ogni ricordo, come fotografie sparse su un tavolo. i pezzi di noi. di quei giorni in cui eravamo solo noi. e la felicità, quella pura sottile dolce sensazione, io l'ho assaporata. era al mio fianco in questi giorni. questi giorni che saranno nostri, per sempre, e mai. questi giorni in cui c'eravamo solo noi, per sempre, e mai. per sempre. e mai. i giorni.

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venerdì, 01 luglio 2005
altro tu.

mi riconoscerai dai miei capelli colorati, dallo sguardo che ti rivolgerò. mi riconoscerai dal mio sorriso.

prenderai la mia mano e mi seguirai.
ti chiederò di te, e mi parlerai di me.

saprò già la tua pelle a memoria, come se ne fossi stato lontano solo per poco tempo.
trentamila respiri da passare assieme. respira piano, non ci siamo ancora detti tutto. inganniamo il tempo, e le ore.

anzi. portami con te. tienimi con te.

e denti e mani e corpi e parole e dita e carezze e cuori e baci e sorrisi e sudore e abbracci e occhi e risate e inchiostri e storie e letti e onde e suoni. e ancora.
non. chiedo. altro.

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domenica, 12 giugno 2005
imprevisti & probabilità

due ragazzi e una bici per le strade di Bologna.
E.: "mi hanno mandato dei bellissimi remix di pezzi di Björk..."
Matias: "oh, wow!"
E.: "...e che ora ti farò sentire. sali!"
non nel senso di -sei svenuto, presto, i sali!- bensì come -vieni su con me in mia casa-. sono le tre di notte, c'è un treno da prendere domattina, la valigia da fare, i piatti da lavare, e il sonno da recuperare. a questo Matias non pensa nemmeno un secondo mentre segue E. su per i gradini.
Björk: "stand up. you've got to manage."
...ad un tratto io sento afferrarmi le mani, le mie gambe tremare, e poi... spegne adagio la luce, la sua bocca sul collo... e poi, e poi, e poi... e... poi...
sonnecchiano abbracciati.
poi a Matias monta l'ansia.
Björk: "and if you complain once more, you'll meet an army of me."
Matias: "ok. i won't complain. è tutto fantastico, ma..."
Björk: "you're alright, there's nothing wrong. self-sufficient please!"
Matias: "ma il treno! la valigia! per non dimenticare i piatti!"
si riveste, e vorrebbe davvero prolungare ad libitum il bacio di saluto.
fuori il cielo luminoso delle cinque di mattina è crudele. pensa di tornare indietro sui suoi passi, infilarsi di nuovo in quel letto.
Björk: "you're on your own now. we won't save you."
ad ogni modo, si sente ottimista e positivo.

ah, e gran fermento dal lato musicale. ho rivisto Petra e anche i The Magicake (sempre geniali), i Dresden Dolls vengono a Rimini, ho i biglietti per Tori a Modena, e la carissima in un live ha cantato Personal Jesus. è più di quanto io possa desiderare.

e questa è la mia nuova canzone della settimana... mi sento molto parte del Trio Lescano.

La gelosia non è più di moda

perchè sei triste, non dormi più?
perchè vuoi consumar la gioventù
per un amore vano che non fa per te?
sta allegro, caro, e dai ascolto a me.

la gelosia non è più di moda
è una follia che non s'usa più
devi aver il cuor contento
stile novecento, per goder la gioventù!

se tu sei triste bevi un whiskey and soda
così all'amore non ci pensi più
prendi il mondo allegramente
sempre sorridente e felice sarai tu.

all'amor tuo non chieder mai:
"dove vai, cosa fai..."
e se un tormento provi in te
devi sorridere perchè...

la gelosia non è più di moda
è una follia che non s'usa più
devi aver il cuor contento
stile novecento, per goder la gioventù!

dice un proverbio, e tu lo sai:
"se perdi un cuore, cento e più ne troverai"
non è difficile dimenticar
quando a vent'anni il cuore può cantar.

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lunedì, 06 giugno 2005
si - si - si - si

si - si - si - si

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venerdì, 21 gennaio 2005
we gotta be big

give me peace love and a hard cock

appena ho tempo gli faccio anche un primo piano.

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venerdì, 14 gennaio 2005
ouch.

come a dire, ora ho Tori on my skin. wow.
attendere 7 / 10 giorni per completa guarigione e pubblicazione foto.

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professional widow

professional widow

a questo proposito, la saggia Tori dice: "Give me peace, love and a hard cock: because you can't have one without the other."

mi sento convinto della mia decisione. a domani.

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giovedì, 06 gennaio 2005
problemi tecnici

ma li ho risolti.
scusate l'assenza.
mi farò perdonare!

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sabato, 27 novembre 2004
e a me piace pensare che si trattò di una pura fatalità

martedì notte ho avuto sogni irrequieti, presagi forse di un futuro molto incerto.
strani giorni, viviamo strani giorni.

un imprevisto prevedibile e la mente si fa labile.
e ancora. e ancora.

il tempo previsto per i prossimi giorni non è pervenuto. aspettatevi l'inaspettabile.

i'm so glad to have you
and i'm getting worse
i'm so mad to love you
and your evil curse

i've a plan to save you from my misery
i'm a man too brave to follow history

e perchè in fondo
io per un'ora d'amore venderei anche il cuore
e forse mi rimane qualcosa di più che dire "vorrei"...









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sabato, 20 novembre 2004
all i do i want to do with you

nonostante la mia vita stia andando a rotoli sotto ogni aspetto - e stavolta non è piangermi addosso, sono dei mesi oggettivamente ripieni di sfighe - ho passato una serata incredibile, da solo, al concerto dei The Servant. perchè il concerto mi è strapiaciuto, perchè ho visto Dan scatenarsi, perchè ho preso due magliette che indosserò assiduamente, perchè la tipa del merchandise mi ha regalato una spillina, perchè l'attesa fuori dai camerini è stata breve e ricompensata largamente. perchè Dan mi ha firmato il biglietto. perchè abbiamo fatto una foto assieme.

ripeto, perchè faccio un po' fatica a credermi. ho fatto una foto con Dan Black.

Dan non lo sa, ma è dai tempi dei lavori con i Planet Funk (who said?) che la gente si è fissata che io e lui siamo identici. e a guardarlo mi sembrava pure possibile. nonostante lui sia figo dentro. e nonostante nella foto nessuno di noi due assomigli a se stesso. ma tant'è. ormai non lo adoro nemmeno. lo idolatro.

e non mi è stata neppure rubata la bici. troppa fortuna. non ci sono mica più  abituato io, eh? vediamo di ristabilire le cose!

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sabato, 09 ottobre 2004
ordinaria follia

e infatti ho appena fatto in tempo a postare. e arrivò il Cliente Pazzo. uno dei mille.

per fortuna che la mia pazienza comincia a diventare illimitata.

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ah, libertà.

visto che il boss non c'è mangio fonzies, bevo thè freddo, e ho messo su 8 donne. non che queste cose non le faccia lo stesso quando c'è lui. ma c'è più gusto. i clienti matti, invece, ci sono sempre.

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venerdì, 24 settembre 2004
a cat named Easter

my cat

mia madre si è presa una vacanza. dunque anche nella casa di rimini sono da solo. ieri notte ero insonne fino alle 3 come al solito in questi giorni (o meglio notti). il gatto di questa foto, preso da un attacco di solitudine, è balzato sul mio letto regalandomi un ictus. se non altro sono scivolato nel sonno con il suo quieto ronfare.

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Tyler Durden - Fight Club
 

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